Theodora Maria Panni - MioDottore.it I modelli siamo noi
  • Dott.ssa Theodora Panni

I modelli siamo noi

Aggiornato il: 3 mar 2018

Care Mamme e cari Papà,

quante volte vi è capitato di dover obbligare il vostro bambino a mangiare la verdura o a finire ciò che aveva nel piatto? Spesso arrabbiarsi e sgridare il bambino non fa altro che mortificare il piccolino. Bisognerebbe quindi armarsi di tanta pazienza e di... BUONE ABITUDINI!

I genitori sono il modello dei figli, in modo particolare a tavola.

I gusti dei bambini iniziano a formarsi già nel pancione, quindi è fondamentale che la mamma vari il più possibile la propria alimentazione. Con lo svezzamento è importante che il bambino scopra non solo tanti sapori, ma anche colori e consistenze diversi. Una volta terminato il divezzamento, il bambino dovrebbe essere in grado di assumere pasti simili a quelli dei genitori e la sua giornata alimentare dovrebbe essere suddivisa in 5 momenti (colazione, spuntino mattutino, pranzo, spuntino pomeridiano e cena). La suddivisione dei pasti è fondamentale per educare alla corretta alimentazione, in quanto previene il consumo di alimenti fuori pasto, il piluccamento e l'alimentazione continua, tutte abitudini che possono portare a sviluppare sovrappeso.

I bambini spesso rifiutano alcuni cibi, come le verdure o i legumi, oppure sono inappetenti.

In caso di rifiuto del cibo bisognerebbe cercare di mantenere la calma e ricordarsi che l'esempio è il migliore alleato che si possa desiderare: portare in tavola e consumare quotidianamente la verdura e i legumi fa sì che il bambino li riconosca come familiari. È inoltre importante riproporre l'assaggio dell'alimento rifiutato, anche fino a 8-10 volte nei giorni successivi, magari variando il metodo di cottura, il condimento o la presentazione. Provate ad accostare un alimento poco gradito con uno già gradito (pasta, riso...) e a coinvolgere i vostri bambini nella scelta e nella preparazione dei pasti. È importante evitare rimproveri, critiche e ricatti che possono creare tensione tra genitori e figli nel contesto alimentare: il bambino che va a tavola non dovrebbe farlo sentendo la pressione di poter essere sgridato.


In caso di inappetenza è importante incoraggiare il bambino a mangiare evitando distrazioni durante i pasti, cercando di dare piccole porzioni in modo che sia lui a chiederne ancora se affamato e non proponendo la merenda o alimenti altamente calorici (pezzo di grana, salame...) poco prima dei pasti principali.

Un'abitudine fondamentale è quella di soddisfare il senso di sete con l'acqua. Troppo spesso a tavola vengono portati succhi di frutta o bevande gassate che, oltre ad essere esageratamente ricchi di zuccheri e coloranti, provocano un aumento dell'insulina in circolo nel sangue e, di conseguenza, anche del senso di fame.

Ultima, ma non meno importante, è l'educazione all'attività fisica. Questa spesso è intesa come sport (nuoto, calcio, tennis...), quando in realtà è traducibile in semplice movimento! L'attività fisica può essere aumentata coinvolgendo i bambini in giochi all'aperto che incoraggino il movimento (bicicletta, pattini, corda...), andando a piedi a scuola, facendo collaborare i bambini più grandi nelle faccende domestiche (apparecchiare, sparecchiare, mettere a posto i giochi...), utilizzando le scale e, appena possibile, non usare più il passeggino.

Ricordiamoci sempre che il cibo non va mai usato come ricatto o gratificazione e che i pasti insieme sono un meraviglioso momento di condivisione con la propria Famiglia!



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